Non a tutti piace essere sforacchiati con gli aghi, ma è indubbio che l’agopuntura sia in grado di apportare benefici evidenti in moltissime patologie. A sostegno di ciò esistono numerose ricerche scientifiche che confermano l’efficacia di questa terapia millenaria. Per potenziare ancora di più tale efficacia, è nata una nuova tecnica chiamata Agopuntura omotossicologica o, più brevemente, omotossipuntura. Nient’altro è che un connubio perfetto tra aghi e omeopatia che consiste «nell’infiltrazione di rimedi omotossicologici nei punti di agopuntura o ashi (punti dolorosi)», spiega il dottor Maurizio Lombardi, medico agopuntore e socio aderente FISA. «In questa tecnica l’ago da mesoterapia sostituisce quello di agopuntura; tutto ciò permette una doppia stimolazione: quella meccanica dell’ago da mesoterapia e quella chimica ed elettromagnetica prodotta dalla sostanza omotossicologica iniettata», continua Lombardi.

L’utilizzo dei rimedi omeopatici non è stato scelto a caso. Infatti, se venissero utilizzate altre sostanze naturali, come per esempio dei rimedi fitoterapici, si rischierebbe di incorrere in effetti collaterali o fenomeni allergici. Iniettando, invece, per via sottocutanea dei rimedi omotossicologici non si corre alcun rischio, assicurano gli esperti.

Cos’è l’omotossicologia?

Alcuni la chiamano Omeopatia antiomotossica, ma in poche parole è un tipo di omeopatia “moderna” che si basa sugli studi del medico tedesco Hans-Heinrich Reckeweg.

In Italia è ancora poco conosciuta ma in paesi come la Germania è largamente utilizzata per la cura di numerose patologie. L’efficacia di questa terapia sembra essere confermata da centinaia di studi, anche se i pareri scientifici in merito sono ancora molto contrastanti.

Il principio su cui si basa l’omotossicologia è che le malattie sono il risultato di un eccesso di tossine presenti nell’organismo umano. Quando avvertiamo il sintomo, quindi, è segno che il nostro corpo sta cercando di eliminarle. Sopprimere tali sintomi -come spesso tendiamo a fare con la classica pillola – non serve a guarire ma soltanto a “spostare” il problema. Secondo il dottor Reckeweg, inizialmente il corpo reagisce con sintomi “caldi” come le sindromi infiammatorie o febbrili, per poi degenerare in sintomi “freddi” molto più pericolosi, come le sclerosi. In un primo momento, quindi, vi sono tre fasi in cui le malattie sono ancora in stato reversibile, dopodiché vi sono altre tre fasi successive in cui tutto si complica perché insorgono malattie degenerative e tumori. I farmaci omotossicologici sono in grado di depurare l’organismo facendo così regredire la malattie riportandole alle fasi iniziali. A differenza dell’omeopatia tradizionale, le diluizioni non sono molto alte e in ogni farmaco sono contenuti più rimedi.

(lm&sdp)

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Articolo tratto da LaStampa.it